Nuove linee guida per la gestione dell' ipertensione arteriosa
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Argomento: Linee guida


Le nuove linee guida per la gestione dell' ipertensione arteriosa emanate dal Joint National Committee (JNC) statunitense sono state pubblicate sul numero del 14 maggio 2003 della rivista Journal of the American Medical Association (JAMA). Si tratta della VII revisione. ...




I seguenti sono i messaggi chiave: (1) in persone oltre i 50 anni, la pressione sanguigna (BP) sistolica maggiore di 140 mmHg è un fattore di rischio di malattia cardiovascolare (CVD) molto più importante della pressione diastolica; (2) il rischio di CVD, che comincia a 115/75 mmHg, si raddoppia ogni incremento pressorio di 20/10 mmHg; gli individui che sono normotesi a 55 anni hanno, nel corso della vita, un rischio di sviluppare ipertensione arteriosa del 90%; (3) gli individui con un pressione sistolica di 120 - 139 mmHg o un pressione diastolica di 80 - 89 mmHg dovrebbero essere considerati come preipertesi e necessitano di modifiche dello stile di vita per prevenire il rischio di malattie cardiovascolari; (4) i farmaci diuretici tiazidici devono essere usati nel trattamento della maggior parte dei pazienti con ipertensione non complicata, da soli o in associazione con altre classi di farmaci. Certe condizioni di alto rischio indicano un uso iniziale di altre classi di farmaci antipertensivi (ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell'angiotensina, beta-bloccanti o calcio-antagonisti); (5) la maggior parte dei pazienti con ipertensione richiederà 2 o più farmaci antipertensivi per raggiungere gli obiettivi voluti di pressione arteriosa (< 140/90 mmHg , o < 130/80 mmHg per i pazienti con diabete o malattia renale cronica); (6) se la pressione arteriosa è maggiore di 20/10 mmHg rispetto ai parametri voluti, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di intraprendere la terapia con 2 agenti, di cui 1 solitamente dovrebbe essere un diuretico tiazidico; e (7) la terapia più efficace prescritta dal clinico più attento controllerà l'ipertensione soltanto se i pazienti sono motivati. La motivazione migliora quando i pazienti, nei riguardi del medico, hanno esperienze positive e si fidano di lui. L’empatia sviluppa la fiducia ed è una potente fonte di motivazione. Per concludere, nel presentare queste linee-guida, il comitato riconosce che il giudizio del medico curante rimane preminente.

The Seventh Report of the Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure: The JNC 7 Report.
JAMA 2003; 289:2560-2577
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Scritto da Gianleone Di Sacco MD



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