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Rosuvastatina sembra arrestare l'insufficienza renale
Aggiornamenti sull'obesità da MEDLINE Un recente studio ha valutato la tollerabilità e la progressione dell'insufficienza renale in pazienti trattati con rosuvastatina. Già precedenti studi clinici e preclinici avevano suggerito una rallentamento della progressione dell'insufficienza renale in pazienti trattati con statine e dati analoghi si erano avuti negli animali. (...)

Lo studio pubblicato su Cardiology ha analizzato i dati ottenuti da una popolazione di pazienti affetti da iperlipidemia arruolati in diversi protocolli di studio sulla rosuvastatina; sono stati valutati i valori della concentrazione media di creatinina sierica prima e in corso di trattamento di circa 10000 pazienti (età media 60 anni) trattati con rosuvastatina 5-40 mg fino ad un periodo di 3,8 anni.

I valori di creatinina sierica all'ultimo controllo disponibile diminuivano se confrontati con i relativi dati basali, al contrario del gruppo placebo dove si mantenevano invariati.

A tutte le dosi somministrate, piccoli ma significativi aumenti della GFR (Glomerular Filtration Rate) erano presenti sia in pazienti valutati nel breve periodo sia in quelli valutati dopo un trattamento a lungo termine (>96 settimane).

I risultati raggiunti in questo studio suggeriscono non solo una mancanza di danno a livello renale ma anche un effetto nefroprotettivo delle statine più evidente nei pazienti che già presentano una funzione renale deteriorata.

Il meccanismo dell'effetto nefroprotettivo di rosuvastatina non è stato ancora chiarito. Sebbene siano state fatte alcune ipotesi, solo studi clinici randomizzati e controllati potranno confermare la capacità delle statine a ridurre non solo il rischio cardiovascolare ma anche quello renale.


Vidt DG, Cressman MD, Harris S, Pears JS, Hutchinson HG.
Rosuvastatin-induced arrest in progression of renal disease.
Cardiology. 2004;102(1):52-60. Epub 2004 Apr 02.



Nota:
Key words: rosuvastatina, insufficienza renale, Cardiology
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